Linee guida per arbitrare in terna

Fabrizio Ensini e Susanna Ricci assistono l'arbitro Vincenzo Ritorto di Parma durante Conselice - Masi Torello del campionato di Promozione (20 febbraio 2011)

Arbitrare in terna significa lavorare in squadra per ottenere un risultato, che è il corretto svolgimento della partita minimizzando gli errori grazie alla presenza contemporanea di tre arbitri.

Dopo i primi anni di carriera, nei quali si affronta la gara da soli, prendendo ogni decisione dovendo solo affrontare la propria coscienza, l’impatto dovuto alla presenza di due colleghi in squadra può essere traumatico perché bisogna abbandonare i personalismi per muoversi verso una gestione di gara che coinvolga tutta la terna, possibilmente condividendo le decisioni senza smentirsi o correggersi.

Il ruolo degli Arbitri Assistenti è fondamentale, in particolare la loro esperienza a supporto dell’arbitro dovrebbero fornire equilibrio all’esuberanza dei (generalmente) più giovani colleghi che affrontano la gara col fischietto in mano. Chiaramente, un Arbitro che non dà supporto all’Assistente, che non lo guarda, che lo ignora o, peggio, lo smentisce o sminuisce, può solo affossare la propria prestazione perché rinuncia al contributo di professionalità del collega prediligendo una gestione di gara monocratica dalla quale ha tutto da perdere.

Briefing pre-gara

Come indicato dal C.R.A. Emilia-Romagna a partire dalla stagione 2011/2012, un suggerimento di briefing pre-gara può essere così composto:

  1. INTRODUZIONE ALLA GARA (classifica, tipologia, calciatori, aspetti tattici; casi particolari riguardanti le due squadre);
  2. RIMESSE LATERALI, CALCIO D’ANGOLO E DI RINVIO;
  3. FUORIGIOCO (concetto base, situazioni particolari);
  4. FALLI DI GIOCO, CALCI DI RIGORE (quando e come segnalare, falli al limite dell’area, chiara occasione da rete, falli di mano);
  5. ASPETTO DISCIPLINARE (violenza consumata, condotta gravemente sleale);
  6. BARRIERA;
  7. SEGNATURA DI UNA RETE (Gol/Non gol);
  8. GESTIONE PANCHINE;
  9. PROCEDURA SOSTITUZIONI;
  10. CONTATTO VISIVO;
  11. PRESIDIO TERRENO DI GIOCO (azioni a pallone lontano);
  12. EVENTUALI SEGNALAZIONI BASSE E CONVENZIONALI;
  13. USCITA DAL TERRENO DI GIOCO.

Chiaramente, il briefing è un momento di confronto tra la terna per cui non conviene essere pedanti: ci saranno aspetti “classici” ai quali è sufficiente accennare e altri, più pressanti a seconda della gara, che conviene approfondire opportunamente e concordare con gli Assistenti, anche secondo le rispettive esperienze pregresse.

L’Assistente bravo è collaborativo, segue le disposizioni, aiuta e non intralcia il lavoro dell’Arbitro.

L’Arbitro bravo è stimolante, supporta l’Assistente, gli dà responsabilità e mansioni da eseguire, lo nobilita assecondandone le decisioni e difendendolo quando è oggetto di contestazioni.

Non è bravo l’Arbitro o l’Assistente che prevarica il collega, che pretende di aver ragione, che scarica la colpa sul collega, che in caso di indecisione se ne lava le mani passando la patata bollente all’altro. Ammettere l’errore e provare ad evitarlo, confrontandosi con lo sguardo e il linguaggio del corpo, è invece la sfida che si ha ogni volta che si affronta la partita col supporto di colleghi. Non esiste bravura assoluta: esiste bontà nel lavoro di squadra.

Organizzazione della trasferta e dei tempi

La terna è la squadra arbitrale, quindi bisogna arrivare assieme al campo. Quando la terna è della stessa sezione/città conviene affrontare il viaggio assieme, sia per questioni economiche/ecologiche, sia per affiatarsi meglio, affrontare qualche argomento più o meno concernente la gara, confrontarsi su questioni tecniche più approfonditamente. Se si proviene da sezioni diverse, l’arbitro stabilisce un punto di ritrovo (comodo per tutti) e, all’orario concordato, si parte.

Prima dell’arrivo al campo, che deve avvenire con un’unico mezzo di trasporto per consolidare l’idea che siamo la “squadra degli arbitri”, è tradizione beneaugurante che l’arbitro offra un caffé ai propri assistenti (almeno finché non si pranza tutti assieme, prima della gara). È un modo come un altro per cementare la squadra.

L’arrivo al campo dovrebbe essere tanto anticipato rispetto all’ora d’inizio della gara quanto si ritiene opportuno per fornire le corrette indicazioni agli assistenti. Non è raro attardarsi sul terreno di gioco durante il sopralluogo per approfondire temi del briefing: se si è arrivati con sufficiente anticipo non si sottrae tempo alle altre incombenze (vestizione, controllo documenti, appelli…). Anche ricordare che si è in tre con un solo bagno a disposizione dovrebbe essere di stimolo ad arrivare presto al campo, circa un’ora e mezzo prima della gara, per evitare inconvenienti.

“La perfezione sta nei dettagli” [Michelangelo Buonarroti]